(edizione originale)
Personaggi
(in ordine di apparizione)
ANGELA
JIM
MONA
HARTLEY
FRED
PAT pianista
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DARLENE AND THE GUEST LECTURER - Trama
La piece è composta da due atti unici: "DARLENE" e "L'ORATORE".
"DARLENE". Angela e Jim sono una coppia sposata da anni. Si ritrovano a trascorrere l'estate da soli ora che i figli sono ad un campo estivo. Tra i due non c'è più l'intesa di una volta. Angela trova sul parabrezza dell'auto una lettera anonima piuttosto volgare scritta da un uomo follemente innamorato di una certa Darlene. La donna, dapprima pensa ad uno scambio di persona, poi teme che possa essere l'opera di un maniaco, ma presto cede piuttosto alla lusinga di ricevere tali attenzioni. Il marito di Angela, Jim, è spaventato all'idea del pericolo che la moglie potrebbe correre, ma non prova invece la gelosia che Angela vorrebbe insinuarli. La conclusione è surreale: Angela fa sorgere nel marito il dubbio di essere Darlene: una maschera/pretesto per riaccendere l'antica fiamma.
"L'ORATORE". Hartley è un giovane professore universitario invitato in una strana città per tenere una conferenza sull'Arte Drammatica in America.
Mona, la direttrice artistica del teatro, per dare "suspense" alla lezione rivela a tutti di aver fatto l'amore con Hartley. L'uomo inorridisce e cerca di andarsene, poi però è affascinato dallo strano modo di comportarsi di Mona e soprattutto dal suo far riferimento ad uno strano omicidio avvenuto in città. Hartley così scopre che i cittadini della piccola comunità non trovando più alcuno interesse nel teatro sono ritornati ai riti sacrificali del teatro primitivo: arrivando ad uccidere delle vittime designate incolpate di tutti i mali della società. Hartley fa un viaggio surreale nella storia del teatro fino a scoprire che la sua stessa vita sarà in pericolo se non troverà il modo di riaccendere l'amore per il teatro!
Le due opere presentano caratteristiche surreali, ma è evidente anche la forte critica dell'autore verso il mondo teatrale accademico e verso una mentalità ipocrita, borghese e perbenista. La sua satira è pungente ma mai volgare.
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